Disciplinare vignanello doc

Disciplinare Vignanello DOC

Descrizione sintetica del prodotto
I vini «Vignanello» devono essere ottenuti esclusivamente mediante vinificazione delle uve provenienti dalla zona di produzione e da vigneti che, all¿interno del complesso aziendale, abbiano la seguente composizione ampelografica: a) Bianco e Bianco vendemmia tardiva: – Trebbiano toscano e/o Trebbiano giallo: minimo 70%; – Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Chianti: massimo 30%, possono concorrere i vitigni idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell¿allegato 1 del presente disciplinare, fino ad un massimo del 15%. b) Rosso: – Sangiovese: minimo 50%;- Ciliegiolo: massimo 40%, possono concorrere i vitigni idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell¿allegato 1 del presente disciplinare, fino ad un massimo del 20%. c) Greco e Greco vendemmia tardiva:- Greco: minimo 85%,- possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, fino ad un massimo del 15%.

Storia del prodotto:
Nella zona delimitata la produzione di vino risale almeno al secolo IV a.C., come attesta il ritrovamento nella necropoli del Molesino di uno stamnos falisco a figure rosse con Dioniso e Oinopion, cioè un vaso panciuto con due manici, col quale si portava il vino a tavola per servirlo ai convitati con un lungo mestolo di bronzo. Ad opera dei Romani la coltivazione della vite ebbe maggiore espansione e continuò e si ampliò sotto lo Stato della Chiesa. Gli Statuta Civitatis Gallesii del 1576 e gli Statuti di Soriano del 1447, contengono Capitoli che regolamentavano la viticoltura e la produzione del vino. Nei corso dei secoli la viticoltura ha mantenuto il ruolo di coltura principe del territorio, fino all’attualità, come testimonia la Festa del vino di Vignanello la cui prima edizione risale al 1937.

Zone di produzione:
Vignanello, Vasanello, Bassano in Teverina, Corchiano e parte dei territori di Soriano nel Cimino, Fabrica di Roma e Gallese, tutti in provincia di Viterbo

Pubblicazione: DM 07.03.2014

Note
Il Rosso si abbina bene a primi piatti piuttosto strutturati, carni rosse alla griglia, pecorino romano, abbacchio al forno; va servito a 16-18°C, in un calice bordolese entro tre anni dalla vendemmia. Il Bianco si abbina a piatti di pesce azzurro arrosto o in umido, fritture miste, formaggi morbidi e frittate e viene servito a 8-10°C in calice di media capacità a tulipano svasato, entro un anno dalla vendemmia. Il Rosato è un vino adatto a tutto pasto e viene generalmente associato a salumi, primi piatti con ragù di carni bianche e pomodoro, minestre di paste e legumi, fritti misti tipici della tradizione romana, viene servito in calice di media capacità a tulipano ampio a 12-14 °C entro due anni dalla vendemmia.